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Assegno unico sotto verifica: arriva la comunicazione INPS e l'importo può scendere, cosa fare

Controlli su DSU e ISEE corrente: per alcune famiglie la quota mensile è già stata rideterminata da settembre. Non è una sanzione automatica, ma serve muoversi presto.
4 ottobre 2026 di
Assegno unico sotto verifica: arriva la comunicazione INPS e l'importo può scendere, cosa fare
C. Daniele

Assegno unico sotto verifica: arriva la comunicazione INPS e l'importo può scendere, cosa fare

Controlli su DSU e ISEE corrente: per alcune famiglie la quota mensile è già stata rideterminata da settembre. Non è una sanzione automatica, ma serve muoversi presto.

Ogni mese, per milioni di famiglie italiane, l'assegno unico e universale è una voce importante del bilancio domestico: una somma che arriva sul conto e che serve per la scuola, il pediatra, lo sport e le spese quotidiane dei figli. Da alcune settimane, però, un gruppo di nuclei familiari sta ricevendo una comunicazione dall'INPS che molti hanno letto con preoccupazione: l'Istituto sta verificando le dichiarazioni economiche usate per calcolare l'importo e, nel frattempo, la quota mensile può abbassarsi.

Perché l'assegno unico può scendere dopo un controllo sulla DSU, e cosa devi fare per riportarlo all'importo corretto?

Con un comunicato pubblicato a settembre 2026, l'INPS ha annunciato una campagna informativa rivolta ai genitori che nel 2026 hanno presentato la domanda di assegno unico associata a una Dichiarazione Sostitativa Unica (DSU) per il rilascio di un ISEE corrente: è la versione aggiornata dell'indicatore, che si usa quando la situazione economica del nucleo cambia rispetto a quella fotografata dall'ISEE ordinario. L'attività di verifica è descritta anche nella circolare INPS n. 81 del 24 luglio 2026, che spiega come vengono trattate le posizioni con dati non coerenti.

Cosa controlla l'INPS, in concreto

I controlli confrontano ciò che hai dichiarato nella DSU con i dati già in possesso dell'INPS e di altre amministrazioni, a partire dall'Agenzia delle Entrate. È un incrocio automatico tra banche dati: nessun funzionale legge le tue carte, ma il sistema segnala le posizioni in cui i redditi autodichiarati non tornano con gli archivi. Secondo le prime ricostruzioni di stampa, le posizioni segnalate sarebbero alcune migliaia: la campagna, quindi, non riguarda tutti i percettori dell'assegno unico, ma soltanto chi riceverà una comunicazione individuale nella propria area personale INPS.

Ricevere la comunicazione non significa essere già considerati indebitati, né dovere pagare una sanzione: è un invito a chiarire la propria situazione. Ma l'effetto economico può esserci subito.

Perché l'importo può scendere già da settembre

Fino a quando le verifiche non si concludono o la posizione non viene regolarizzata, l'INPS può rideterminare temporaneamente la prestazione secondo le regole previste in assenza di ISEE valido. In pratica, l'importo viene collocato alla quota più bassa. L'effetto sui pagamenti, come indicato dall'Istituto, può prodursi a partire dalla mensilità di settembre 2026.

I numeri spiegano perché la questione è delicata. A luglio 2026, in assenza di ISEE valido, l'importo mensile dell'assegno unico era di 58,30 euro per figlio: la stessa quota spettante ai nuclei con ISEE superiore a 46.582,71 euro. Con la fascia ISEE più bassa, fino a 17.468,51 euro, si può arrivare invece a 203,80 euro al mese. La differenza tra le due quote è di circa 145 euro mensili per ciascun figlio: una somma che, per una famiglia con più figli, si moltiplica rapidamente.

Limiti e precisazioni da tenere presenti

La rideterminazione è temporanea e reversibile: una volta chiarita la posizione — con una DSU corretta o con la documentazione che dimostra la correttezza dei dati dichiarati — l'importo viene rideterminato sulla base dell'ISEE valido. La circolare n. 81/2026 precisa che, all'esito delle verifiche, le posizioni possono essere confermate o ridefinite e che possono essere corrisposte eventuali somme a credito spettanti: chi aveva ragione e si è regolarizzato non perde il periodo coperto dalla riduzione, ma dovrebbe vederlo riconosciuto a conguaglio.

Occorre però attenzione ai tempi: la regolarizzazione avviene con la rettifica della DSU o con la presentazione di una nuova DSU entro il 31 dicembre dell'anno di presentazione della dichiarazione. Aspettare troppo, quindi, può rendere più complicato recuperare la quota piena. Inoltre, in caso di mancata corrispondenza tra quanto dichiarato e gli archivi, l'attestazione ISEE non può essere usata per determinare l'importo e l'assegno resta alla misura minima finché la posizione non viene sistemata. Le verifiche possono infine riguardare anche le mensilità precedenti, con eventuali ricalcoli in un senso o nell'altro: la valutazione dipende sempre dal caso concreto.

Cosa significa per le famiglie

  • Controlla i messaggi nell'area personale INPS (sito o app): la comunicazione del controllo non arriva via posta cartacea ma nell'apposito servizio di messaggistica dell'Istituto.
  • Non ignorare l'avviso: finché la posizione resta aperta, l'importo mensile resta ridotto alla quota minima.
  • Verifica la tua DSU, in particolare redditi e composizione del nucleo familiare: un dato non aggiornato basta a generare l'incongruenza.

Cosa fare, passo passo

Prima di tutto, leggi integralmente la comunicazione scaricandola dall'area personale INPS e conservala. Poi rileggi la DSU presentata: se emergono errori o dati non aggiornati, puoi presentare una nuova DSU attraverso il Portale unico ISEE oppure rivolgendoti a un CAF, ricordando il termine del 31 dicembre 2026 per le dichiarazioni dell'anno in corso. Se invece sei convinto che i dati dichiarati siano corretti, puoi produrre all'INPS territoriale la documentazione integrativa che lo dimostra: buste paga, CU, contratti, certificazioni. In entrambi i casi conserva le ricevute di quanto presentato e gli screenshot dei messaggi: sono la prova dei tempi e dei contenuti della tua regolarizzazione. Infine, dopo la regolarizzazione, verifica sugli estratti conto che l'importo sia tornato al livello corretto e che eventuali somme a credito siano state effettivamente accreditate.

In sintesi

La campagna di controlli sull'assegno unico non è un taglio generalizzato, ma per le famiglie coinvolte l'effetto pratico è immediato: quota minima fino a regolarizzazione. Conoscere le regole — comunicazione individuale, DSU aggiornata entro fine anno, conguaglio a favore di chi ha ragione — significa poter reagire senza panico e senza perdere soldi spettanti.

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