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Blocco diesel Euro 5 in Lombardia dal 1° ottobre: come capire se la tua auto è coinvolta

Giorni, orari, città coinvolte, classe ambientale da controllare e deroga MoVe-In: ecco come capire se la tua auto è ferma e come organizzarti.
27 settembre 2026 di
Blocco diesel Euro 5 in Lombardia dal 1° ottobre: come capire se la tua auto è coinvolta
C. Daniele

Blocco diesel Euro 5 in Lombardia dal 1° ottobre: come capire se la tua auto è coinvolta

Tra pochi giorni scatta il divieto a Milano, Brescia, Monza e Bergamo: giorni, orari, categorie coinvolte e i controlli da fare prima di mettersi alla guida

Se usi ogni giorno una diesel per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o fare commissioni a Milano, Brescia, Monza o Bergamo, da poche giorni fa un'auto in più nel piazzale: dal 1° ottobre 2026 le vetture diesel Euro 5 non potranno più circolare nelle aree urbane di queste quattro città in precise fasce orarie. Il blocco era stato rinviato lo scorso anno, ma in Lombardia non lo è di nuovo: scatta davvero. Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, invece, lo hanno evitato con misure alternative.

Come capire se la tua auto è tra quelle ferme, in quali ore e con quali deroghe puoi ancora circolare?

La data del 1° ottobre 2026 non nasce da una decisione di quest'estate: la normativa nazionale ha stabilito il differimento delle restrizioni alla circolazione delle autovetture e di alcuni veicoli commerciali diesel Euro 5 proprio a quella data, per i Comuni e gli agglomerati con più di 100mila abitanti situati nelle aree dove i valori limite di inquinamento vengono superati. Le Regioni hanno però la possibilità di evitare il blocco inserendo nei propri Piani per la qualità dell'aria misure compensative che garantiscano una riduzione delle emissioni equivalente. È proprio questo meccanismo che ha creato un quadro "a mosaico" nel Nord Italia.

Dove e quando: le regole concrete in Lombardia

In Lombardia il blocco è stato confermato e riguarda le autovetture diesel Euro 5 di categoria M1, cioè le automobili per il trasporto di persone, nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Il divieto vale:

  • dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi;
  • dalle 7:30 alle 19:30;
  • tutto l'anno, e non solo nei mesi invernali come nelle passate campagne anti-smog.

Il calendario è poi progressivo: dal 1° ottobre 2027 il divieto si estenderà anche ai veicoli commerciali leggeri delle categorie M2, N1 e N2, e dal 1° ottobre 2028 alle categorie successive (M3 e N3). Chi oggi usa un furgone diesel Euro 5 per lavoro, quindi, farebbe bene a cominciare da subito a valutare le alternative: la propria categoria è la prossima in calendario.

E nel resto del Nord? Le tre Regioni che hanno evitato il blocco

Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna erano soggette alle stesse scadenze, ma hanno scelto la strada delle misure compensative previste dai rispettivi piani per la qualità dell'aria. Il Piemonte ha aggiornato il proprio piano evitando il blocco, che avrebbe interessato oltre 300mila auto diesel Euro 5 nell'area di Torino e Novara; il Veneto ha approvato una legge regionale con misure temporanee, dal sostegno alla mobilità ciclabile al bike to work; l'Emilia-Romagna ha formalizzato la sospensione a metà settembre puntando su riscaldamenti più puliti e contributi per il ricambio degli impianti. Risultato pratico: dal 1° ottobre il fermo delle diesel Euro 5 resta per ora un problema solo lombardo. Le situazioni possono comunque evolversi: chi vive al confine tra regioni, o lavora spostandosi tra più città, conviene che verifichi periodicamente i siti istituzionali della propria Regione.

La tua auto è coinvolta? I controlli da fare

Non basta guardare l'anno di immatricolazione: le limitazioni riguardano la classe ambientale del veicolo, riportata sulla carta di circolazione. In linea generale sono interessati i diesel Euro 5, in gran parte immatricolati tra il 2011 e il 2015, prima della diffusione dello standard Euro 6. Per avere certezza:

  • controlla il campo della classe ambientale (V.9) sulla carta di circolazione: se compare "Euro 5", la tua auto rientra nel divieto;
  • in caso di dubbi, puoi verificare la classificazione del tuo veicolo tramite il Portale dell'Automobilista;
  • attenzione alle versioni "ibride" o a metano della tua vettura: il divieto riguarda i diesel, ma è la classe di omologazione a decidere, non il carburante dichiarato nell'annuncio.

Chi viene sorpreso a circolare in violazione del divieto rischia la sanzione prevista dal Codice della Strada (art. 7) per l'inosservanza delle limitazioni alla circolazione: una multa che va da 168 a 679 euro, oltre alle conseguenze assicurative possibili in caso di incidente.

Deroghe e alternative: come funziona MoVe-In

Per i proprietari lombardi esiste un'alternativa alle fasce orarie: il sistema MoVe-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti), che sostituisce il divieto a orari fissi con un tetto di chilometri percorribili ogni anno nelle aree interessate. Chi aderisce fa installare sul veicolo una scatola telematica che rileva gli spostamenti nelle zone soggette a restrizione: se resta dentro la soglia chilometrica riservata alla propria classe ambientale, può continuare a usare l'auto anche durante le fasce di blocco. Le condizioni dettagliate, le soglie e le procedure di adesione sono pubblicate dagli enti gestori del programma: prima di decidere conviene confrontare i propri chilometri annuali reali (lavoro, scuola, spostamenti familiari) con i limiti previsti, perché per chi percorre molti chilometri in città la formula può rivelarsi restrittiva quanto il blocco stesso. Esistono inoltre autorizzazioni e deroghe per situazioni specifiche: anche in questo caso la verifica va fatta sui canali ufficiali della Regione e del proprio Comune, non attraverso canali di terze parti.

Limiti e precisazioni: niente allarmismi

Servono tre chiarimenti per evitare fraintendimenti. Primo: il divieto riguarda le aree urbane dei quattro Comuni interessati, non l'intera provincia né tutto il traffico urbano: fuori da quelle aree la circolazione non cambia. Secondo: le limitazioni ordinarie non escludono che, in caso di episodi acuti di inquinamento, vengano disposte misure aggiuntive e temporanee, come succede ogni anno: l'orario del blocco è regola ordinaria, non tetto invalicabile in emergenza. Terzo: oggi il fermo riguarda le automobili, ma il calendario 2027-2028 porterà nel divieto anche veicoli commerciali e mezzi pesanti: artigiani, corrieri e piccole imprese farebbero bene ad anticipare la valutazione del ricambio. Infine, chi possiede una Euro 6 o più recente non è in alcun modo coinvolto da questa fase.

Cosa significa per i consumatori

  • Verifica subito la classe ambientale sulla carta di circolazione, prima del 1° ottobre: ti serve tempo per organizzarti se l'auto rientra nel blocco.
  • Programma gli spostamenti nelle quattro città fuori dalle fasce 7:30-19:30 nei giorni feriali, oppure valuta treni, parcheggi di scambio e mobilità alternativa.
  • Valuta MoVe-In solo dopo aver stimato i chilometri che percorri davvero ogni anno nelle aree a restrizione.
  • Non pagare "soluzioni" improvvisate: truffe su false cancellazioni di classi ambientali o vendite frettolose di dispositivi sono un rischio ricorrente quando entra in vigore un divieto.
  • Conserva tutta la documentazione della vettura (carta di circolazione, certificati di classe ambientale, eventuali adesioni a MoVe-In): in caso di contestazione è la base per difendersi.

Cosa fare adesso

Il primo passo è verificare la classe ambientale del proprio veicolo e capire se gli spostamenti abituali cadono dentro aree e orari del divieto. Il secondo è pianificare: chi usa l'auto per raggiungere Milano, Brescia, Monza o Bergamo nei giorni feriali dovrebbe definire un piano B (mezzi pubblici, car pooling, parcheggi di scambio) oppure informarsi in tempo sull'adesione a MoVe-In, senza aspettare le prime settimane di fibrillazioni. Il terzo è diffidare di chi promette soluzioni rapide a pagamento: le regole sono quelle pubblicate dagli enti istituzionali, e la posizione del proprio veicolo si controlla con documenti ufficiali. Se hai ricevuto una multa collegata al blocco e ritieni che sia errata, o hai dubbi sulla classe ambientale attribuita alla tua auto, conserva il verbale e ogni documento del veicolo: da lì si parte per capire se c'è spazio per una contestazione.

Conclusione

Il blocco delle diesel Euro 5 in Lombardia non è più una minaccia rinviabile: dal 1° ottobre diventa una regola quotidiana per chi vive o lavora nelle quattro città interessate. Meglio arrivare preparati: una verifica di dieci minuti sulla carta di circolazione, oggi, evita multe e ripensamenti da domani.

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